Prof. Domenico Berardi
Psichiatra
Psicoterapeuta


 

La Neurodivergenza


Neurodivergenza - diagnosi e trattamento

Sono frequenti oggi i casi di giovani che si distaccano dalla vita sociale: alcuni si ritirano concretamente in casa, altri non reggono la scuola o il lavoro e se ne allontanano, altri ancora riescono ad adeguarsi ma sentendosi sempre a disagio. Nell’isolamento, la quotidianità si sposta su internet, tanto che è stata coniata la diagnosi di Disturbo da gioco in internet

Alla base c’è una difficoltà di rapporto con gli altri, in gruppo principalmente ma anche nell’uno a uno; il problema riguarda i livelli più emozionali della relazione, mentre gli aspetti formali scorono meglio.

La difficoltà è quella della sintonizzazione interpersonale: di intuire cioè come gli altri ti vedono, cosa è meglio dire o non dire per essere inclusi bel gruppo, come gli altri reagiscono alle tue manifestazioni.

Queste difficoltà possono emergere nell’infanzia ma di solito compaiono con l’adolescenza, in 2° o 3° media, quando il salto ormonale cambia le dinamiche del gruppo e le rende più accese. È in questi frangenti che il ragazzo neurodivergente non tiene il passo dei pari e vive esperienze di isolamento se non di bullismo.

Più tardi questi ragazzi posso incontrare difficoltà nel lavoro, nonostante le buone capacità intellettive, nella vita relazionale e in quella affettiva, accumulando così stress e demoralizzazione che possono essere il motivo di una prima richiesta di aiuto.

Una coppia di scienziati – esperti per esperienza, secondo me – ha formulato un’ipotesi alternativa, la Teoria del Mondo Intenso, che interpreta il ritiro autistico come reazione adattativa ad una causa prima di iperfunzione cerebrale, con ipersensibilità agli stimoli intellettivi ed emozionali; si comprenderebbero meglio, così, le ipersensibilità ai rumori e al tatto e le fasi di intenso attaccamento che pure caratterizzano queste persone.

Mentre i disturbi dello spettro autistico triplicavano di frequenza, la Sindrome di Asperger, una volta considerata la forma lieve di autismo, veniva derubricata dai glossari psichiatrici internazionali, in base all’idea, fortemente sostenuta dalla comunità Asperger, che si tratti di una caratteristica personale e non di una malattia, stante anche la mancanza di cure mediche per l’autismo lieve o grave. Questa condizione viene oggi definita come Neurodivergenza o Neurodiversità rispetto al gruppo prevalente dei Neurotipici.

Si tratta di un concetto sociologico più che medico, onde evitare una inutile stigmatizzazione, senza però che si cada, e questo è il punto, nell’indifferenza.  

 



 


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